Cosa succede quando le aspettative vengono confermate: l'esperienza di un weekend a Miataland

Ho inseguito questa macchina per anni guardando video. Poi l'ho guidata davvero. E no, non sono rimasto deluso.

Il 25 dicembre 2025 mia madre mi da il regalo di natale che mi aveva fatto. Apro e dentro trovo un “voucher” per Miataland.

Se non sai cos’è Miataland, è un resort in Umbria che ospita la più grande collezione al mondo di Mazda MX-5. 49 esemplari tra edizioni limitate, modelli storici e configurazioni che non sapevo nemmeno esistessero.

Il bello? Puoi noleggiarle. Tutte.

Inseguo questa macchina da qualche anno ormai. Me la sono studiata, l’ho guardata in tanti (anche troppi) video e ora la desidero. Però non l’avevo mai guidata.

Questo weekend doveva essere la prova del nove: capire se tutto quello che pensavo e avevo visto fosse vero o solo suggestione.

Perché quando ti fai aspettative così alte, il rischio è che la realtà non regga il confronto.

Cosa mi attira di quest’auto? Piccola, agile e leggera, senza una potenza esorbitante, ma con accorgimenti tecnici da auto sportiva e che concentra tutta la sua essenza in piacere di guida e divertimento.

Vuole essere quell’auto che ti mette il sorriso quando la guidi.

Il 2 Gennaio parto con Giulia (la mia dolce metà) per Miataland. Un’ora e quarantacinque minuti dopo arriviamo e la scena che ci si apre davanti è esattamente come immaginavo. Una villa su una collina nel silenzio, circondata dal verde e un capannone pieno di MX-5, tutte in fila, tutte diverse.

È come entrare in un museo, solo che qui puoi toccare con mano

Il momento della verità: tre domande e un'ansia che non se ne va

Ci sistemiamo in camera e subito nel pomeriggio parte il primo tour. Ammetto che ero un po’ in ansia, dopotutto mi ero fatto delle aspettative, tutti quei video visti me l’avevano presentata come un’esperienza estremamente bella.

Nella mia testa continuavano a girare tre domande:

  1. E se così non dovesse essere?

  2. Tutti quei chilometri...per nulla?

  3. Mi metterà il sorriso che tanti promettono?

Questa è quella che ho guidato in questi due giorni a Miataland:

a red mazda miata mx5 eunos roadster
a red mazda miata mx5 eunos roadster

Il pomeriggio ce lo siamo tenuto per rilassarci e goderci un po’ la pace in mezzo alla natura, visto che il posto è su una collina e ti puoi godere il silenzio.

Verso Fabro, senza la Mazda: quando la libertà ti fa capire cosa ti manca

Arriva il giorno della partenza e, ahimè, devo lasciare la Mazda. Torniamo alla nostra auto, Giulia si sistema sul sedile, accendo il motore, è tutto tornato alla normalità. È strano dopo due giorni passati con la Mazda.

Invece di rientrare a Roma, allunghiamo per andare a trovare una mia amica a Fabro.

Non so perché, ma il navigatore ci porta su un percorso lunghissimo, molto più lungo di quanto avessimo pianificato la sera prima. Niente autostrada, solo statali e provinciali.

Strada Statale 448 fino ad Orvieto, costeggiamo il Lago di Corbara e poi colline verdi, asfalto liscio, gallerie, traffico zero.

Sembra una cartolina.

Dopo Orvieto prendiamo la Statale 71. Curve a destra e a sinistra, tornanti e panorami.

“Se avessimo fatto l’autostrada non avrei mai trovato queste strade così piacevoli.”

Mi rendo conto di una cosa: a Miataland guidavo bene, mi divertivo con la Mazda e mi piacevano le strade, però ero concentrato, dovevo seguire la guida.

In questo caso invece sto solo guidando e mi sto divertendo. Nessun percorso deciso, nessuna guida da dover seguire, nessuna fretta, solo la strada e la condivisione di un momento con Giulia.

Mi manca la Mazda. Ma quanto sarebbe bello se stessi facendo tutto questo con una mia MX-5?

Di ritorno a Roma, con la risposta che cercavo

Rientriamo a Roma la sera tardi, parcheggio la macchina e non faccio altro che pensare al weekend appena trascorso.

Ripenso alle strade percorse, ai paesaggi, tornanti e curve. Ripenso a quanto ciò che avevo visto sulla MX-5 si fosse trasformato in realtà.

Un auto che fino a quel momento mi ero studiato, analizzato e idealizzato, l'ho finalmente vissuta (anche se in minima parte).

Le aspettative erano alte e la realtà le ha confermate. Non capita spesso.

Ora la desidero ancora più di prima, non perché sia veloce, rara o “giusta sulla carta” ma perché so cosa mi ha fatto provare. Mi ha fatto sorridere e godere in ogni momento alla guida.

È piccola, stretta e a tratti scomoda. Per i lunghi viaggi non sarebbe di certo la prima scelta di tanti. Però l’esperienza che fa vivere, il piacere che trasmette, vale molto di più di tutto il resto.

Ho montato un video con le riprese fatte durante quel weekend. Avevo dato una telecamera a Giulia e ho unito quello che ha girato lei, con quello che ho fatto io con il telefono. Se ti va di dargli un’occhiata te lo lascio a questo link: YouTube

Con il ricordo di questa esperienza inizio il 2026, che porterà un sacco di novità, visto che mi trasferirò per motivi di studio vicino Venezia. Ovviamente mi porto la macchina e non vedo l’ora di esplorare quelle zone e scoprire nuove strade, borghi e paesaggi.

Ti è mai capitato che le aspettative su qualcosa si rivelassero giuste? Scrivimi su Instagram, sono curioso di sapere com'è andata.

Ci leggiamo presto,
Dima.

P.S. Con Simo e Leo stiamo trasformando il mio garage in uno spazio modulare dove auto, amicizia e progetti convivono. Primo episodio: perché siamo andati a prendere un frigo a 100km di distanza invece di comprarlo su Amazon. Lo trovi qui: Episodio 1 Punto 0

Ci siamo solo Giulia, io e un’altra coppia. Perfetto, niente carovana, niente fretta, puro piacere di guida. Peccato per il meteo grigio, freddo e ventoso (d’altronde è Gennaio), non possiamo andare in giro con i capelli al vento.

Però va benissimo lo stesso. È esattamente dove vorrei essere.

Mi siedo, chiudo la portiera e inizio a sistemarmi pedali, sedile e volante.

Le domande sono ancora lì, ma iniziano a farsi più sfocate.

Sono seduto veramente in basso, gambe distese (per fortuna non sono troppo alto sennò mi toccava piegarle). Il volante lo sento bene tra le mani, la leva del cambio cortissima, i pedali li sento subito miei, come se li avessi sempre usati.

Le premesse ci sono, voglio solo guidarla.

Finalmente al volante: tra tornanti e conferme

Le strade umbre sono perfette per quest’auto. Tornanti stretti e curve lunghe, asfalto liscio. Sento perfettamente la macchina che si appoggia ad ogni curva e quando acceleri il motore aspirato sale di giri con un suono pulito e lineare, quasi educato, nonostante l’anima sportiva.

Non vuole attaccarti al sedile, ma è agile, reattiva e ti stampa un sorriso a trentadue denti.

È esattamente l’auto che speravo che fosse.

Fa quello che le chiedi, quando glielo chiedi. Tutti quei video non mentivano, allora.

Rientrati, ci rilassiamo un po’ e facciamo un giro di tutta la collezione. Ho scoperto modelli che non pensavo nemmeno esistessero. Versioni così modificate che uno non pensa nemmeno che siano delle Mazda.

Chiudiamo la giornata andando a cena in un paese vicino, Siro. Abbiamo mangiato molto bene e ci siamo fatti un giro, visto che il posto era molto carino.

La mattina dopo, colazione con vista sulla valle e via con il secondo tour.

Questa volta siamo solo noi due e la guida, l’altra coppia è ripartita. Peccato che la giornata è pure peggio della precedente dato che piove. Andiamo verso Bevagna, una passeggiata in centro, una pizza veloce e poi di nuovo in macchina con un bel giro prima di rientrare.

Una volta rientrati, chiedo se potessi rivedere le auto della collezione dato che volevo fare un po’ di foto ad alcune versioni veramente particolari, mentre Giulia è tornata in camera a dormire che era cotta (la dura vita del passeggero).

Queste sono alcune di quelle che mi hanno colpito di più:

Mazda MX5 ND 2.0L 184CV